Consigli per il recupero fisico dopo il parto

Il parto mette a dura prova il corpo di una donna e la stanchezza è un sintomo naturale, ma è necessario non ignorarlo e prendersi cura del proprio corpo.

 

La stanchezza post parto.

Alcune donne paragonano queste sensazioni di estremo sfinimento a quella che si può provare dopo aver corso una maratona. Si tratta di una stanchezza mai conosciuta prima: i tuoi muscoli sono pesanti e doloranti, il tuo cervello è annebbiato e tutto quello che fai sembra un impegno insormontabile.

Se, dopo il parto, ti senti in questo modo, convinciti che è del tutto normale e che si aggiusterà col tempo. Ricorda anche, però, che è importante prendersi cura di sé stesse.

Rimedi alla stanchezza.

Ti presentiamo ora qualche consiglio utile a superare questo momento di estrema stanchezza.

 

Chiedi la collaborazione del partner:

chiedigli di occuparsi di una poppata serale (puoi spremere il latte e lui può usare un biberon); fagli cambiare un pannolino, fare la spesa e preparare la cena. Non deve necessariamente ricadere tutto sulle tue spalle. Sii egoista, sembra che tu sia perennemente impegnata nel prepararti a o nel rimettere ordine dopo l’ennesima visita di parenti o amici: prova a dosare le visite per le primissime settimane.

Cerca di dormire.

Non c’è nulla di cui vergognarsi nel tornare a letto all’ora di pranzo se hai trascorso metà della notte in piedi, allo stesso modo, fare un riposino pomeridiano o nell’andare a letto presto per rilassarti un po’ prima delle poppate notturne.

Rilassati:

trova 30 minuti da riservare a te stessa, anche solo per fare un bagno, mettere lo smalto, guardare un programma in televisione o leggere un giornale.

Fai attività fisica:

breve ma intensa, come una passeggiata intorno al quartiere con carrozzina o passeggino. Un’abitudine come questa può restituirti energia. Quando facciamo esercizio fisico, il corpo rilascia infatti le endorfine del “buonumore”, di conseguenza ci si sente meglio.

Mangia bene:

non saltare i pasti e mantieniti ben idratata: il tuo corpo ha bisogno di acqua e nutrienti. Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura fresca è molto importante, specialmente se allatti dal seno. Mangia anche carboidrati complessi, tra cui pane integrale e pasta che rilasciano energia lentamente, invece evita gli snack dolci che si limitano ad aumentare gli zuccheri nel sangue.

Elimina l’alcol:

potresti pensare che un bicchiere di vino ti aiuterà a rilassarti nelle ore serali, e invece questo turberà la qualità del sonno e ti farà sentire ancora più stanca il giorno successivo. Limita anche la caffeina, se bevi 6 o più tazze di tè o caffè al giorno potresti non riuscire a dormire bene.

Chiama i rinforzi e non esagerare:

chiedi ad amici e parenti di cucinare per te, stirare, aiutarti come babysitter o pulire la casa. Inoltre non stilare una lista giornaliera di “cose da fare” troppo ambiziosa, servirebbe solo a peggiorare la situazione.

Altre cause della stanchezza.

In alcuni casi, quando cioè le sensazioni di stanchezza persistono per mesi e diventano estremamente debilitanti, è necessario rivolgersi al medico, dal momento che non è possibile escludere una causa clinica. Le cause più comuni includono:

Anemia dovuta a carenza di ferro: se hai una mancanza di ferro, il tuo corpo non produce abbastanza emoglobina, il pigmento rosso dei globuli che trasportano l’ossigeno in tutte le parti dell’organismo. Di conseguenza, ti senti stanca e i tuoi muscoli sono pesanti e doloranti. In questo caso è importante eseguire un’analisi del sangue.

Problemi alla tiroide: la stanchezza può essere il sintomo di un ipotiroidismo. Questo significa che la tua tiroide non produce un quantitativo sufficiente di tiroxina, l’ormone responsabile di stimolare il consumo di ossigeno e il metabolismo. Chiedi al tuo medico di eseguire un esame della funzionalità tiroidea.

Depressione o ansia: sentirsi sfinite può essere un sintomo di depressione o ansia, ecco perché devi parlarne con il medico. Potresti aver bisogno di uno specialista oppure di sottoporti a una terapia cognitivo-comportamentale o “della parola”.