Come prendersi cura di un tatuaggio

Tatuaggio sbiadito: i passaggi per evitarlo

Un tatuaggio è per sempre: per questo in genere il disegno, il colore e il contenuto vengono scelti con accortezza, per portare con sé per tutta la vita dei messaggi significativi che vadano oltre la moda. Ma un tattoo è davvero “per sempre”? Purtroppo non in tutti i casi: può capitare che il tatuaggio perda colore o definizione, diventi più sbiadito, scolorito o confuso, specie in determinati punti, fino ad apparire solo un segno vago rispetto a quel che era prima.

Ma allora, come fare per evitare che il tatuaggio sbiadisca? In verità, se il colore è già rovinato non si può fare molto, ma è possibile invece intervenire in maniera preventiva, prendendosi cura del tatuaggio con misure corrette e mirate, che supportino il mantenimento della salute della pelle e della brillantezza del colore.

Perché il tatuaggio sbiadisce? Le cause principali

Innanzitutto, la cosa più importante è capire per quali ragioni il tatuaggio può sbiadire, perdere colore e iniziare ad avere dei bordi e dei contorni sempre più sfumati. In questo fenomeno entrano in gioco numerosi fattori diversi, e ciascuno di essi può concorrere in misura maggiore o minore a determinare il problema.

  • La prima ragione riguarda il naturale invecchiamento della pelle. con il passare degli anni si può andare man mano incontro a pelle secca, rughe, minor produzione di sebo e collagene e una quantità di altri problemi che possono rendere la pelle meno luminosa e, quindi, il tatuaggio meno visibile e definito.
  • A ciò si accompagna il processo di deterioramento dei pigmenti artificiali che vanno a comporre ogni tatuaggio. È normale che il colore, con l’andare del tempo, in parte si perda e sbiadisca, proprio per via di alcune caratteristiche fisiche e chimiche dei suoi pigmenti.
  • Tale fenomeno può essere reso più o meno rapido da alcune caratteristiche specifiche del tatuaggio. Per esempio, il nero è un pigmento che tende a durare di più, mentre i colori più leggeri o più accesi, a partire dal bianco, perdono presto la loro tinta e la loro lucentezza.
  • Anche le diverse parti del corpo su cui il tatuaggio è stato effettuato possono influire sulla sua durata nel tempo, proprio in virtù del fatto che l’invecchiamento non si manifesta allo stesso modo dappertutto. Chi si fa tatuare qualcosa su determinate zone come mani, collo, braccio, ventre o alcune aree del viso, per esempio il contorno occhi, vedrà prima i segni dell’età e dello scolorimento del tattoo.
  • Infine, non bisogna dimenticare il mancato rispetto di alcune accortezze, che potrebbero invece aiutare a mantenere il tatuaggio bello e luminoso più a lungo.

Come prevenire la perdita di colore

Se queste dunque sono le cause, è facile intuire che per ciascuna di esse esistono alcuni accorgimenti che possono aiutare a evitare la perdita del colore del tatuaggio. In più, vi sono delle regole generiche che andrebbero applicate in tutti i casi per fare in modo che il disegno si mantenga brillante e definito.

Soprattutto, per prevenire casi precoci di scolorimento, è fondamentale prendersi cura correttamente del tatuaggio appena fatto, per favorire la rigenerazione cellulare e al contempo la fissazione del colore. Questo comporta alcune regole essenziali, da applicare con scrupolo nelle prime ore e nei giorni successivi:

  • mantenere la copertura con pellicola trasparente, applicata dal tatuatore, per almeno 3 o 4 ore dopo l’esecuzione del tatuaggio;
  • utilizzare una crema adatta e mirata per mantenere la pelle idratata creando uno strato protettivo  che  aiuti la completa rigenerazione della pelle e la fissazione dei pigmenti. Adoperarne uno strato generoso;
  • lavare la zona interessata con un detergente delicato e acqua tiepida. Meglio usare un sapone neutro, o comunque un prodotto naturale e non aggressivo,
  • cercare di facilitare il più possibile l’esposizione all’aria del tatuaggio. Andrebbe coperto, usando una garza di cotone, solo se si deve evitare il contatto con vestiti o scarpe, polvere e agenti potenzialmente irritanti e soltanto nel caso in cui la ferita non sia ancora fresca, altrimenti la garza potrebbe attaccarsi alla pelle;
  • evitare di togliere le crosticine superficiali colorate, e che sono molto importanti per la buona riuscita del tatuaggio. In più, bisogna sempre ricordarsi di evitare l’esposizione eccessiva alla luce diretta del sole. I raggi UV, infatti, non hanno un effetto negativo solo sull’invecchiamento della pelle, ma anche sulla preservazione dei pigmenti del tatuaggio. Questo vale anche per le lampade, e riguarda soprattutto le prime settimane, durante le quali il tatuaggio dovrebbe essere sempre coperto se vi volete esporre al sole. Tuttavia, anche nei mesi immediatamente seguenti e nel periodo successivo, andrebbe sempre utilizzata una crema solare che offra una protezione adatta a evitare scottature (con SPF di almeno 50+).

Anche l’idratazione costante della pelle è importante, ed è utile a contrastare l’invecchiamento cutaneo e a mantenere la vividezza del tatuaggio. La pelle si mantiene idratata bevendo molta acqua, adottando un’alimentazione sana ed equilibrata con molta frutta e verdura, e utilizzando prodotti appositi: esistono molte creme, gel, sieri o oli con ingredienti ad azione idratante, come l’acido ialuronico, il collagene e altri.

Attenzione poi al contatto con sostanze irritanti per il tatuaggio. Il sale in acqua di mare, per esempio, oppure il cloro quando si pratica uno sport in piscina, con l’andare del tempo possono contribuire allo scolorimento del tatuaggio. Nelle prime settimane, almeno, è meglio quindi evitare immersioni. Ma lo stesso vale anche per alcuni tipi di trucco, o trattamenti per la pelle, sostanze chimiche e via dicendo.

Prendersi cura del tatuaggio: cosa non fare

Per mantenere più a lungo possibile il colore ci sono alcuni errori da evitare quando ci si prende cura del  tatuaggio, che possono portare a diminuire la sua qualità visiva e a renderlo più facilmente sfocato o scolorito. Perciò, ecco alcuni consigli utili sulle cose da non fare:

  • non esporre il tatuaggio alle sostanze che abbiamo citato in precedenza, o almeno non per periodi di tempo prolungati. Se il contatto è inevitabile, sarebbe bene almeno cercare di proteggere il tatuaggio con una copertura apposita e adottando specifiche accortezze;
  • seguire le indicazioni del proprio tatuatore di fiducia. Come per un piercing o qualsiasi trattamento permanente sulla pelle, vanno rispettati i tempi e le modalità indicate per il lavaggio, per esempio, ma anche per l’esposizione all’aria, per l’applicazione della crema, e così via;
  • non dimenticare l’utilizzo costante di prodotti adeguati. Le creme per l’aftercare del tatuaggio andrebbero applicate per qualche settimana ma i prodotti idratanti, mirati anche al benessere della pelle, potrebbero essere impiegati in tutte le circostanze, specie in caso di pelle secca;
  • non prolungare l’esposizione al sole, se questa è inevitabile. Se si intende esporsi alla luce diretta, bisognerebbe sempre avere l’accortezza di proteggere il tatuaggio con una crema solare speciale, dotata di un fattore di protezione molto alto (SPF di almeno 50+), magari resistente anche all’acqua;

Cosa fare per ridare colore a un tatuaggio sbiadito

L’unico modo per essere sicuri che il tatuaggio non perda colore è agire attraverso un’opportuna prevenzione. Ma cosa fare se il tatuaggio sbiadisce comunque? Esistono dei metodi affidabili e validi per restituirgli lucentezza e chiarezza?

Purtroppo la risposta è no: non esiste un modo per ripristinare i pigmenti del tatuaggio ormai sbiaditi, con l’inchiostro e la linea poco definiti. Tutti i prodotti cosmetici o naturali che si possono utilizzare, al massimo, possono aiutare a prevenire lo scolorimento.

Che fare dunque? L’unica possibilità che resta è quella di chiedere un ritocco al proprio tatuatore di fiducia, magari rivolgendosi allo stesso studio che ha fatto il tatuaggio la prima volta. Un professionista sarà in grado di valutare l’entità del danno e proporre i rimedi adeguati, secondo la sua esperienza e secondo le necessità del cliente.

In fin dei conti, si tratta di rifarsi lo stesso tatuaggio, seguendo ove possibile le medesime linee. Se invece, per ragioni di estetica, ciò potesse portare a un risultato sgradevole, si potrebbe coprire in qualche modo il tatuaggio precedente, specie se di dimensioni contenute, effettuandone uno nuovo al di sopra. Le opzioni, ancora una volta, dipendono dal proprio desiderio e dalla capacità del tatuatore: per preservare il significato del tatuaggio, la miglior soluzione sarà la prima; se gli effetti del tempo hanno reso irrecuperabili le condizioni del tattoo, e se avete idee per un nuovo disegno, meglio optare per la seconda.

Naturalmente si tratta di un vero e proprio tatuaggio nuovo, per cui sarà necessario adottare le stesse precauzioni della prima volta finché la pelle tornerà a essere liscia e senza crosticine di colore.

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