Foto di una mamma sdraiata sul letto che gioca con la sua bambina piccola

Dopo il parto: quando rivolgersi al medico

Dopo il parto è normale non essere in piena forma, ma non sempre è necessario rivolgersi al medico, vediamo quali sono i campanelli d'allarme.

 

Passare da un momento di completa beatitudine alle lacrime, fa parte di un percorso assolutamente normale. Non è escluso, però, che si presentino sintomi più problematici e che in alcuni casi risulti necessario un consulto medico.

Perdite di sangue

Le perdite di sangue post parto dalla vagina (i lochi, in termine medico) possono continuare per settimane.

È normale che, almeno nei primissimi giorni, le perdite assomiglino a quelle di un ciclo mestruale pesante, quindi dovrai indossare assorbenti igienici post parto più spessi e cambiarli frequentemente. Non si escludono persino coaguli della grandezza di una moneta. I lochi sono inizialmente di un rosso acceso, ma cambiano colore in pochi giorni passando prima al rosso scuro e poi al marrone. Se allatti, potresti avvertire perdite più rapide nelle prime fasi, ma i lochi non dureranno così a lungo. Se sei sempre in movimento, le perdite potrebbero peggiorare nei primi giorni.

Se il coagulo di sangue è di dimensioni notevoli (diciamo quelle di un pugno), la situazione non è normale e devi rivolgerti urgentemente a un medico. Se questo intenso flusso di sangue si accompagna a forte aumento della temperatura corporea, variazioni nel battito o sudore, i sintomi potrebbero evidenziare la comparsa di un’infezione, e anche in questo caso hai bisogno urgente di un consulto medico.

Sbalzi d'umore e stanchezza

La privazione del sonno, le variazioni ormonali e l’improvvisa responsabilità di prendersi cura del proprio figlio sono tutte cause che possono contribuire a generare un vero shock.

I pianti improvvisi, la tristezza o l’ansia sono tutti fenomeni possibili che compaiono nei primissimi giorni successivi alla nascita (il cosiddetto fenomeno del baby blues). Questo è dovuto alle variazioni ormonali e al latte in arrivo, in quest’ultimo caso perché, fin quando il non bambino succhia il latte, le mammelle potrebbero irrigidirsi e perfino dolere. Queste sensazioni sono normali, e generalmente passano entro una settimana. È importante concentrarsi sul bambino e riposarsi il più possibile dormendo appena si presenta l’occasione.

Se invece sono passate due settimane e la depressione continua, assieme all’ansia e alla lacrima facile, è bene rivolgersi a un medico. Infatti una donna su 10 è affetta da depressione postnatale. A rischio chi ha avuto precedenti disturbi psicologici.

Spesso tutto ciò di si ha bisogno è un po’ di rassicurazione e di supporto, ma non mancano i casi in cui si debba ricorrere a consulti professionali o antidepressivi. In casi rari (circa 1 su 1000), è possibile sviluppare un serio disturbo psichiatrico chiamato psicosi post-partum per cui serve sottoporsi a un trattamento clinico.

 

I sintomi clinici, a cosa stare attente.

Trombosi venosa profonda (DVT): se sei rimasta costretta a letto dopo un’operazione o dopo un parto, sei più a rischio di coaguli sanguigni. I sintomi includono dolore, gonfiore e indolenzimento del polpaccio, spesso accompagnati da sofferenza acuta, bruciore intorno al coagulo e una macchia rossa dietro il ginocchio. Un trattamento anticoagulante può servire a diluire il sangue, ma non sostituisce l’intervento d’urgenza da parte di un medico.

Embolia polmonare: se non trattati, i coaguli possono dirigersi fino ai polmoni e ostruire questi organi (si ha quindi la cosiddetta embolia polmonare), mettendo la tua vita in pericolo. I sintomi includono dispnea, dolore toracico e collasso.

Entrambe le patologie richiedono un intervento medico d’urgenza.